mercoledì , 26 giugno 2019
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L’antico orto di Casamadre rinasce grazie al Pollini e ai ragazzi di Anffas

Informatore Lomellino – Da un trio formidabile, due anni fa, è nato un piano di riqualificazione di un orto storico per la città di Mortara, ovvero l’orto delle Suore Pianzoline, nel cuore della città, situato all’interno degli spazi della Casa Madre ideata dal Beato Padre Pianzola, con  la collaborazione di Anffas e la Cooperativa Come Noi e l’istituto Ciro Pollini.
Il progetto ha avuto avvio nel fine inverno di due anni fa, con l’obiettivo fi far fare ai ragazzi di Anffas un’esperienza nuova al di fuori del contesto in cui vivono abitualmente. Si è potuto concretizzarlo grazie alla generosità delle suore Pianzoline ed al contributo fondamentale dell’Istituto Pollini. Si è creata così la combinazione ideale per costruire una nuova opportunità di inclusione sociale, a dimostrazione che l’inclusione nasce quando si riesce a cooperare tra più soggetti apparentemente diversi ma accomunati dallo stesso obiettivo, ovvero l’attenzione e la cura per la propria città e l’amore per la natura. Il progetto tecnico è stato gestito dai docenti dell’istituo Pollini, che hanno collaborato con il personale educativo della cooperativa Come Noi e con i volontari Anffas, concordando i momenti di lavoro condiviso.
Questo connubio rappresenta un valore aggiunto di grande efficacia perchè da una parte si recupera l’esperienza della tradizione, dall’altra l’apporto della competenza che deriva dagli studi più recenti sulle tecniche di coltivazione e le capacità di fare tutto questo includendo le persone più fragili. Gli studenti delle classi 3^A, 3^B, 4^a e 4^B, guidati dai docenti Andrea Pietranera e Rosa Caterina Gigante, hanno lavorato fianco a fianco con i ragazzi Anffas, interagendo anche con gli educatori e i volontari dell’Associazione. “Mettendo in pratica le tecniche acquisite in classe durante le lezioni di agronomia – racconta Diego Spinelli, studente della classe 3^B – io ed i miei compagni abbiamo bonificato l’area raccogliendo foglie e residui vegetali con i quali abbiamo creato del compost da utilizzare come concime organico interrandolo nelle aiuole”.
Successivamente, sono stati effettuate delle misurazioni per delimitare  le parcelle ed è stato preparato il letto di semina, eseguendo una vangatura del terreno con relativo interramento del compost precedentemente preparato in loco. Il terreno delle aiuole è stato poi ulteriormente lavorato con una zappatura.Completata la preparazione del terreno, sono state trapiantate le piantine orticole fornite dal vivaio dell’azienda agraria dell’istituto e posizionati i supporti di sostegno per i pomodori e peperoni. Gli studenti del Pollini collaborano per tutto l’arco dell’anno scolastico, mentre nel periodo estivo gli orti predisposti dagli alunni saranno curati dai ragazzi di Anffas. “Questo progetto ha avuto per gli alunni una duplice valenza – spiegano i professori Andrea Pietranera e Rosa Caterina Gigante – la prima è stata la possibilità di mettere in pratica le competenze acquisite nel proprio corso di studi anche al di fuori dell’istituto, la seconda è stata quella di vivere un’esperienza altamente formativa dal punto di vista umano”.

L’orto sociale  è stato studiato in modo tale da lasciare dei corridoi abbastanza ampi, circa un metro e mezzo, tra le varie parcelle per permettere il passaggio delle carrozzine. “Il progetto – dichiara Nadia Farinelli, presidente di Anffas Mortara – nasce dal desiderio di offrire alle persone con disabilità di Mortara e Lomellina la possibilità di impegnarsi in attività di orticoltura ai fini di un’inclusione sociale che non fa bene solo alle persone con disabilità, ma che arricchisce anche gli studenti, gli insegnanti e gli educatori”. In più, quest’anno, dagli orti sono cresciuti fiori e piantine aromatiche, coltivati attraverso grande impegno e gioco di squadra e che sono stati poi venduti durante le giornate di venerdì 10 e domenica 12 maggio u.s. a Mortara e Parona per rendere felici le mamme in occasione della loro festa e, allo stesso tempo per contribuire al finanziamento delle attività dei ragazzi. “Quest’anno la stagione non è stata delle più propizie – conclude Aldo Moretto, volontario nel progetto – ma ora sta migliorando, abbiamo coltivato insalata, fagiolini, prezzemolo, basilico, cicoria, pomodori, zucchine, melanzane, ecc. Ho creduto da subito nel progetto e insieme a tutti i soggetti partecipanti lo stiamo portando avanti con grande entusiasmo. E spero che questa esperienza duri a lungo perché è un progetto che tiene insieme tre realtà e da cui ne è scaturita una sana esperienza di lavoro di gruppo ed una formidabile occasione di crescita personale”.