mercoledì , 21 agosto 2019
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È l’educatore che tiene insieme il socio-sanitario, come può essere spacchettato?

di Marco Bollani e Massimiliano Malè

«Il medico è medico a prescindere dall’ambito del suo intervento di cura. È un medico lo psichiatra ed è un medico il cardiologo. Anche per l’educatore deve essere così. Deve esistere l’educatore e basta. Gli educatori che da anni lavorano nei servizio socio-sanitari hanno titolo a farlo perché è la dimensione socio-sanitaria in cui operano che richiede loro di operare non dividendo il sanitario dal sociale ma al contrario tenendoli insieme»

La notizia dell’ennesima mortificazione per gli educatori che lavorano nei servizi socio-sanitari è di quelle che colpiscono e fanno davvero male. Perché non riguarda ormai più solo il fronte degli educatori, diretti interessati al provvedimento. Riguarda l’incapacità ormai manifesta del legislatore nel disciplinare una materia complessa e delicata come quella di un ambito professionale che coinvolge almeno centocinquantamila (150.000) addetti ai lavori e almeno mezzo milione di persone (mezzo milione di persone!) tra utenti diretti e indiretti dei servizi socio-sanitari.

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